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LE PARETI IN FRANCIA

LE PARETI IN FRANCIA

Arrampicarsi non è sicuramente uno sport tutto italiano, ma si trovano degne sfide anche al di fuori della nostra bella penisola, oggi vorremmo portarvi da alcuni nostri vicini, con cui condividiamo alcuni versanti delle Alpi i francesi, simili per cultura ma anche per arrampicata? Scopriamolo insieme.

La Falesia Seynes

Con oltre 340 vie, Seynes è uno delle principali aree di arrampicata sportiva nel sud della Francia, nel dipartimento di Gard, a nord della città di Nîmes. Questa falesia è costituita da una roccia calcarea molto compatta a reglette e canne molto particolari. Le pareti sono tutte attrezzate a spit ed è sufficiente una corda da 70 m per percorrere tutte le vie. La maggior parte degli itinerari sono naturali, ma anche qui, essendo una falesia nata parecchi anni fa, ci sono i segni del periodo in cui si pensava che lo scavo fosse all’avanguardia comunque è sicuramente un piccolo gioiello che merita una visita.

Il settore principale, assolutamente da visitare, è composto da muri giallo grigi compatti percorsi da canne di varie dimensioni, che creano addirittura dei camini. La prima parte è riservata ad arrampicatori di buon livello con vie famose come Dinosaure, 8a+ o Le tube neural, un camino magnifico di 6c+ fatto da canne con concrezioni. Esposta a sud, il periodo miglior è l’inverno ma la falesia è comunque ben ventilata perché spesso spira il vento del nord, creando la tanto sospirata aderenza!

La Falesia della Provenza

Nella metà degli anni ottanta, i più forti del mondo erano d’accordo almeno su una cosa: Buoux era la falesia più bella dell’universo. Da ogni angolo si recavano in Provenza alla ricerca dell’impossibile – e le lunghe pareti ripide di Buoux rappresentavano esattamente questo: il limite. Con il loro calcare grigio e compatto, i buchi buoni ma distanti, i passaggi intensi e tecnici su placche, bombée e tetti, le vie diventarono immediatamente delle linee cult, il massimo per l’alto livello. E che livello!

Negli anni ’80, Tribout, Edlinger, Freira e Raboutou, con mesi di permanenza nella piccola valle, spinsero verso l’alto il grado della scala francese di difficoltà. Ma furono sopratutto i fratelli per eccellenza dell’arrampicata, i fratelli Le Menestrel, che indicarono a tutti la via del futuro. Poi arrivò la ricerca della resistenza sull’ultra strapiombo, e, ad un tratto, Buoux non fu più sotto le luci della ribalta. Ma lo sviluppo è continuato, e la falesia, ormai matura, vanta centinaia di tiri a cinque stelle. Tutti bellissimi! Ma non lasciatevi ingannare, nonostante la sua fama, Buoux è soprattutto una falesia di livello medio, con oltre 200 vie tra il 6a ed il 6c. Insomma, avrete capito perché, assieme a Verdon e Ceuse, questo gioiello di calcare fa parte della nostra impedibile trilogia francese. Buon viaggio a Buoux, dunque!