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L’arrampicata sportiva (parte2)

L’arrampicata sportiva (parte2)

Viene definita Arrampicata Sportiva l’arrampicata naturale, quella praticata senza l’ausilio di mezzi artificiali utilizzati per la progressione a scopo agonistico, amatoriale e di educazione motoria, che può essere svolta sia su pareti naturali o artificiali lungo itinerari controllati dalla base, sia su blocchi opportunamente attrezzati.

Questa disciplina si divide in tre specialità, Boulder, Speed (Velocità) e Lead (Difficoltà), e sta riscuotendo sempre più successo grazie all’apertura di strutture specializzate che facilitano l’accesso a tutti e stanno portando ad un aumento del numero dei praticanti anno dopo anno.

Il Boulder

La specialità chiamata boulder consiste nel doversi arrampicare su strutture alte massimo 5 metri, chiamate boulder, blocchi o problemi, di diversa difficoltà senza l’uso dell’imbragatura, cioè senza corda, ma con l’ausilio di materassi di protezione. Richiede uno sforzo di breve durata ma di massima intensità e prevede una serie limitata di movimenti, 7-8 in media.

Bisogna partire con tutti e 4 gli arti appoggiati su prese obbligate di “start” per completare il percorso che culmina con un “top” (presa finale) che dev’essere tenuto dall’atleta in modo da dimostrare la propria stabilità. Si ha un tempo determinato, in genere di 4-5 minuti, per raggiungere la cima e si contano il numero di tentativi impiegati per farcela.

Lo Speed

La seconda specialità dell’arrampicata sportiva è la Velocità (Speed) che prevede la scalata di una parete di 15 metri nel minor tempo possibile. Dal 2007 la IFSC ha omologato un muro di arrampicata di 15m dove effettuare le competizioni. Quindi la competizione consiste nel seguire il tracciato convalidato dalla Federazione Internazionale, in cima al quale vi è un pulsante che ferma il cronometro elettronico, il quale entra in funzione dopo il segnale di partenza.

Lo Speed
Lo Speed

La via viene salita con corda dall’alto, attualmente si utilizzano degli “Assicuratori automatici”, in modo che l’atleta possa concentrarsi solo sul tempo di salita. Le gare si svolgono in round eliminatori in cui due concorrenti si sfidano su vie parallele, a circa un metro di distanza l’una dall’altra.

Lead

La specialità di difficoltà, detta comunemente lead, consiste nell’effettuare una scalata con la corda dal basso, su vie che aumentano di difficoltà progressivamente fino a raggiungere gradi di difficoltà al limite delle capacità umane, su pareti lunghe tra 15 e 25 metri e l’obiettivo è raggiungere il punto più alto possibile del tracciato nel tempo massimo di 6 minuti.

Nelle gare la classifica è determinata dall’ultima presa raggiunta. Ad ogni presa viene assegnato un punteggio progressivo e ha 2 valori, quello di “tenuta” se viene impugnata, o “utilizzata” se dopo averla impugnata si inizia un movimento che però non permette di raggiungere la presa successiva. Per determinare le classifiche fa fede l’ultima presa su cui il climber è riuscito a mantenere una posizione stabile. Il massimo punteggio si ha nell’inserire la corda nell’ultimo moschettone di sicurezza il “TOP” o nell’arrivare con entrambe le mani all’ultima presa nel caso si utilizzi la corda di sicurezza dall’alto.

È la prima disciplina dell’Arrampicata Sportiva e si ispira alle scalate su falesia in ambiente naturale. Nei fine settimana molti dei praticanti dell’arrampicata sportiva si dilettano in arrampicata outdoor. La montagna è uno dei posti ideali dove avviene questa disciplina e, i centri sportivi, permettono di provare l’ebrezza di salire in verticale sulle pareti di roccia.

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