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ARRAMPICARSI IN LOMBARDIA Parte2

ARRAMPICARSI IN LOMBARDIA Parte2

Non basterebbero due articoli per indicarvi tutti i percorsi, le vie presenti in Lombardia, ma cercheremo anche oggi di raccontarvene almeno altre due per cercare di suggestionare la vostra visione dei paesaggi che può concedere a noi questa Regione.

Un’Avventura alla Punta Trubinasca

Un’itinerario per gli appassionati di natura selvaggia e cime con nomi altisonanti. Il Pizzo Trubinasca ha tutto, anche un po’ di avventura e qualche passo tra le rocce. E’ consigliato partire presto da Novate Mezzola, lasciando l’auto a Mezzolpiano 316m per poi salire lungo la mulattiera che porta in Val Codera. Il sentiero è splendido e panoramico e in un’ora e mezza porta all’abitato di Codera (825m). Ora il sentiero è più riposante e procede lungo la valle fino al rifugio Bresciadega e successivamente al rifugio Brasca.

Dal rifugio Brasca inizia la salita vera e propria, seguendo il sentiero n.12. Dopo c.a. 2 ore, in ambiente di rara bellezza e selvaggio si raggiunge l’Alpe Sivigia 1903m. Dall’alpe ci si sposta a sinistra e si evita il sentiero per Bocchetta Teggiola per proseguire verso il bivacco Pedroni, che si raggiunge in c.a.1 ora e 20 minuti. Ad inizio stagione è facile dopo il bivacco trovare ancora dei nevai, quindi è consigliato portare dei ramponi e piccozza. Dal bivacco si devia leggermente a destra e si inizia a salire il ripido pendio che porta direttamente sotto il Pizzo. Si deve evitare il sentiero che porta al Passo di Trubinasca. Raggiunta la base delle roccette (evitare di tentare la cresta), con attenzione le si risalgono e in circa 2 ore si raggiunge l’omino di vetta a 2918m Il panorama è spettacolare e offre una vista piuttosto inedita della parete NO del Pizzo Badile. E’ fortemente consigliato evitare l’escursione in giornata e pernottare al rifugio Brasca.

Un’Avventura alla Punta Trubinasca
Un’Avventura alla Punta Trubinasca

Il Lago della Vacca

Il massiccio del Blumone è di grande importanza alpinistica per il gran numero di vie di arrampicata interessanti, in special modo sul versante occidentale. Il granito ottimo e la particolare posizione geografica fa si che le sue pareti possono essere salite da primavera ad autunno inoltrato. La parete Sud Ovest del Cornone di Blumone presenta una trentina di vie di arrampicata, ogni climbers può scegliere a seconda del suo estro e capacità, dalle vie facili, per chi è al primo approccio, alle più difficili, tutto in wilderness.

I nomi delle vie sono diventate famigliari a un folto gruppo di estimatori verticali: la via dei Pilastri Rossi che porta all’anticima , 300m di sviluppo difficoltà V grado, la via dei Diedri difficile arrampicata libera, sviluppo 300m difficoltà grado VI, lo spigolo ovest o via Maffei, elegante e divertente itinerario ben frequentato, 350 m di dislivello con difficoltà III e qualche tratto IV grado – Riti magici al Chiaro di Luna moderna via con 250m di dilivello, VII grado chiodata a spit con ritorno attrezzato a doppie da 25m. La via più continua e apprezzata è Sogno di Elena: dislivello 350 m difficoltà dal III al VI grado; ma sono veramente tante le vie e tali da soddisfare ogni richiesta. Senza dimenticare la possibilità di allenarsi alle “palestrine” che si trovano fra il p.so della Vacca e il rifugio Tita Secchi. Tutte queste salite sono a 15 minuti dal rifugio Tita Secchi, (un rifugio attrezzato per soggiorni confortevoli pur senza snaturare la tipicità della allocazione.) a poche ore dai rifugi Tassara e Passo Crocedomini (raggiungibili in auto).